Premessa: di fronte a rischi seri che potrebbero mettere a repentaglio l’incolumità anche di una sola persona, è giusto e sacrosanto prendere provvedimenti urgenti e drastici. Avrebbe dovuto farlo il prefetto di Genova, non l’ha fatto ed è successo il disastro che abbiamo visto (anche se le responsabilità vere sono di altri che, anni prima, avrebbero dovuto preoccuparsi per tempo del Bisagno e pre...venire possibili disastri). Fatto questo doveroso preambolo, soprattutto per chi si ostinerà comunque a non voler capire ciò che scriverò ora.
E cioè: qual’era l’emergenza da prendere domenica scorsa a Napoli ? Nessuna. In mattinata era piovuto, forse un pochino più del solito, ma quegli 80 millimetri d’acqua non giustificavano – alle ore 12 - una decisione come quella di rinviare Napoli – Juventus. Alle 14.30 sulla città splendeva infatti il sole e le strade si erano già asciugate. Qualcuno (il Napoli Calcio? con la complicità del sindaco-ultrà? Mah… ) ha voluto però marciare sopra stà storia dell’allarme meteo e trarne vantaggio. Quale? Quello magari di poter disputare un match così importante in un periodo di forma migliore dei propri giocatori, tornati esausti dall’ultimo incontro di Champions in Baviera (perché così era, altrimenti avrebbero voluto giocarla eccome la partita…). E per ottenere questo risultato ci si è inventati il campo e gli spogliatoi allagati, oltre alle via d’accesso allo stadio impraticabili. Questo scenario apocalittico ha infatti raccontato il ds partenopeo Bigon durante la riunione in Comune, alla quale non ha presenziato la Juve. Bigon ha detto il falso, senza che nessuno del Comune o della Prefettura si premurassero di andare a constatare di persona che la situazione fosse realmente quella. Bastava farlo e si sarebbero trovati di fronte all’esatto contrario, come ben documentano le foto scattate ieri al S. Paolo.
Una decisione, quella della sospensione, presa all’insaputa della stessa Lega Calcio, organizzatrice del campionato. Lo ha denunciato lo stesso presidente Beretta, e adesso vedremo se avrà le palle per prendere provvedimenti nei confronti del Napoli, organizzatore invece ieri di un autentico golpe che esulava completamente da motivi di ordine pubblico e sicurezza cittadina. La classica “napoletanata” che adesso vogliono farci passare come provvedimento indispensabile preso dall’autorità costituita, ovvero il pavido prefetto De Martino, magari pressato esternamente a decidere in questo senso (Comune?) .
Io non voglio vincere facile, non voglio vantaggi sugli altri , ma pretendo almeno di non essere preso per i fondelli.